FOTOGRAFARE AI TEMPI DEL COVID -19

22 Maggio, siamo ripartiti.

I commercianti dal 18 maggio hanno aperto le porte dei loro locali ed anche io, dopo 2 mesi abbondanti di chiusura ho potuto finalmente girare la chiave del mio amato studio.

Grazie ad AIFB (Associazione Italiana Fotografia di Bambini) di cui faccio parte dall’anno scorso, ho avuto la possibilità di studiarmi e approfondire il protocollo per la riapertura: una serie di norme di autoregolamentazione che questa associazione ha stilato per noi soci e per tutto il comparto di fotografi di famiglia italiani.

Uno strumento serio e ragionato stilato in collaborazione con la comunità scientifica e con TAU VISUAL.

Se lo volete leggere per intero potete trovarlo QUI.

Ho voluto approfondire bene queste nuove regole per essere certa di riaprire in totale sicurezza, per me e per le tante famiglie che mi stavano aspettando, con i servizi slittati da mesi nonché per le persone che mi stanno chiamando ora per fissare le loro sessioni fotografiche.

Voglio riassumere in questo articolo le più importanti precauzioni che abbiamo deciso di darci:

  • Limitazione del numero di appuntamenti settimanali
  • Massima cura all’igiene dello studio, dalle superfici a tutti gli accessori fino all’attrezzatura tecnica utilizzata
  • Rispetto delle distanze di sicurezza
  • Uso di mascherine ffp2 e guanti ove non sia possibile mantenere la distanza, uso di mascherina chirurgica in tutte le altre situazioni
  • Ampio uso di igienizzante: ogni 20 minuti durante la sessione
  • Utilizzo di camice o abiti puliti
  • Misurazione quotidiana della temperatura.

Fin dall’inizio ho sempre pensato che le sessioni in esterna sarebbero state quelle più sicure e partendo da questi ragionamenti ho ideato la proposta “FINE ART IN THE GARDEN” che nella mia testa doveva essere una maniera per consentire alle famiglie di rimanere avere un ricordo professionale di questo momento storico pur rimanendo nel loro giardino. L’idea mi è venuta perché sono riuscita a scovare della magia nel mio piccolo giardino davanti casa. Uno spazio che mai avrei pensato potesse essere adatto ad una sessione fotografica, ma che in un momento in cui non potevo fare altro che rimanere lì, guardando le mie bimbe giocare, lo è diventato.

 

 

Guarda il VIDEO per capire bene di cosa ti sto parlando.

Quindi questo momento storico, pur con tutte le ansie legate all’aspetto sanitario, ha contribuito però ad avvicinare le persone mettendo in risalto nel cuore dei più sensibili le cose che contano davvero: L’amore, la bellezza, la natura, l’arte e la poesia.

Queste sono le cose che mi hanno tenuta viva nel periodo che abbiamo passato e come me credo tanti altri abbiano trovato conforto in tutto questo.

 

In questo periodo ho fotografato in esterna maternità, famiglie, perfino neonati: bimbi di 2 mesi che fino a prima della pandemia avrei faticato a gestire anche in studio.

E sapete perché?

Perchè la voglia di continuare a lavorare in maniera creativa è più forte della paura, più forte dell’ansia, più forte anche di tutti quelli che ti hanno sempre detto che non si può.

 

 

 

Sono uscita così tante volte dalla mia Confort Zone , sempre cercando una via nel miglioramento, cercando opportunità invece che ostacoli!

Ora la situazione è migliorata, mi sento serena anche a lavorare in studio ed alcuni appuntamenti sono già fissati, certo lavorare con ffp2 doppio paio di guanti e occhiali può risultare un po’ macchinoso, ma voglio pensare al momento in cui tutte queste misure non saranno più necessarie e si potrà tornare alla nostra tranquilla normalità.

Nel frattempo io continuo a studiare sperimentando situazioni e mood particolari e unici perché per me l’aspetto più importante del mio lavoro sia quello di mantenere sempre viva la curiosità e la freschezza dello sguardo verso il mondo, verso me stessa e verso le persone che vado a ritrarre.

 

Vi abbraccio, al prossimo articolo! la vostra fotografa Valeria.