Il coraggio di lasciarsi vedere

Viviamo in un'epoca in cui ci mostriamo continuamente.

Ogni giorno pubblichiamo fotografie, condividiamo frammenti della nostra vita e scegliamo con attenzione l'immagine che desideriamo dare di noi. Potrebbe sembrare un tempo in cui esporsi è diventato naturale. In realtà accade l'esatto contrario.

Mostrarsi non significa lasciarsi vedere.

Le immagini che scegliamo di condividere sono quasi sempre il risultato di un controllo. Decidiamo quale fotografia pubblicare, quale espressione ci rappresenta meglio, quale parte della nostra storia raccontare e quale, invece, tenere nascosta. È un processo che riguarda tutti e che, con il tempo, ci abitua a pensare che il nostro valore dipenda dall'immagine che riusciamo a costruire.

Un ritratto segue una strada completamente diversa.

Davanti a una macchina fotografica non porto una persona a costruire un personaggio. Il mio lavoro consiste nel creare le condizioni perché quel personaggio, lentamente, non serva più. È una differenza sostanziale, perché un ritratto autentico non nasce dal controllo. Nasce dalla fiducia.

Per questa ragione considero il ritratto un atto di coraggio.

Non serve coraggio per mettersi davanti a un obiettivo. Quello dura pochi minuti. Serve coraggio per permettere a un'altra persona di guardarci senza le difese che utilizziamo ogni giorno. Serve fiducia per accettare che qualcuno possa raccontarci senza chiedere di interpretare una parte.

La fiducia, però, non nasce per caso. È qualcosa che si costruisce, passo dopo passo, prima ancora di iniziare a fotografare. Se ti interessa capire come si sviluppa questo percorso, ne ho parlato nell'articolo "Che cosa succede davvero durante un servizio fotografico?", in cui racconto cosa accade dal momento in cui una persona entra nel mio studio fino ai primi scatti.

È questo il motivo per cui il mio lavoro comincia sempre molto prima del primo scatto. Abbiamo già parlato, in un altro articolo del blog, di ciò che succede durante un servizio fotografico. Quel tempo iniziale non è un dettaglio organizzativo, ma il momento in cui nasce la relazione. Senza quella relazione il ritratto rimane una fotografia ben eseguita. Con quella relazione, invece, può diventare qualcosa che accompagna una persona per molti anni.

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