Non voglio trasformarti. Voglio fotografare proprio te.
Quando si pensa a un servizio fotografico dedicato a una donna, è facile immaginare una trasformazione. Trucco, abiti, luci, posa: si entra in studio in un modo e si dovrebbe uscire con fotografie capaci di mostrare una versione migliore di sé.
A me interessa un’altra cosa.
Non ricordi più l’ultima volta che ti sei sentita bellissima
C’è una differenza enorme tra pensare di essere a posto e sentirsi bellissima. La prima è una condizione che conosciamo bene: ci vestiamo, ci sistemiamo, usciamo di casa e affrontiamo la giornata. La seconda è più rara.
Il tempo per te non avanza mai
Ci sono cose che non decidiamo davvero di rimandare. Semplicemente finiscono sempre dopo qualcos’altro
Il corpo che hai oggi non sarà qui per sempre
Capita di riguardare una fotografia di dieci o quindici anni fa e pensare di essere state bellissime.
Il coraggio di lasciarsi vedere
Viviamo in un'epoca in cui ci mostriamo continuamente. Ogni giorno pubblichiamo fotografie, condividiamo frammenti della nostra vita e scegliamo con attenzione l'immagine che desideriamo dare di noi. Potrebbe sembrare un tempo in cui esporsi è diventato naturale. In realtà accade l'esatto contrario.
Perché fotografare una donna è diverso dal fotografare un volto
Quando si parla di ritratto fotografico, si pensa spesso alla tecnica: la luce giusta, l'obiettivo giusto, la posa giusta.
Sono tutti elementi importanti, ma nessuno di questi, da solo, è sufficiente a raccontare una persona.
Che cosa succede davvero durante un servizio fotografico?
Chi non ha mai vissuto un servizio fotografico tende a immaginarlo in un modo molto diverso da come accade nella realtà.
C'è chi pensa di dover saper posare, chi teme di sentirsi osservato, chi è convinto di non essere fotogenico e chi, semplicemente, ha paura di sentirsi a disagio davanti all'obiettivo.
Sono timori comprensibili. Anzi, direi che sono quasi la normalità.
La cosa curiosa è che, dopo tanti anni di lavoro, ho imparato a riconoscere queste paure ancora prima che vengano espresse. Cambiano le persone, cambiano le storie, ma le insicurezze sono spesso le stesse. Ed è proprio per questo che il mio lavoro non comincia quando prendo in mano la macchina fotografica.
Non aspettare il momento giusto. Potrebbe non arrivare mai.
"È da almeno tre anni che penso di fare questo servizio fotografico."
Tre anni.
Perché è così difficile lasciarsi guardare?
C'è una frase che sento quasi ogni settimana:
"Io però non sono fotogenica."
La ascolto da ragazze di vent'anni e da donne che ne hanno sessanta. La dice chi lavora a contatto con il pubblico e chi, invece, ha sempre evitato di mettersi davanti a una macchina fotografica.
Perché continuo a credere nel ritratto
Per me il ritratto non è una semplice fotografia. È un incontro tra due persone, un tempo dedicato all'ascolto e alla scoperta di sé. Ti racconto perché continuo a credere nel valore di questa esperienza.
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