Perché fotografare una donna è diverso dal fotografare un volto
Quando si parla di ritratto fotografico, si pensa spesso alla tecnica: la luce giusta, l'obiettivo giusto, la posa giusta.
Sono tutti elementi importanti, ma nessuno di questi, da solo, è sufficiente a raccontare una persona.
Che cosa succede davvero durante un servizio fotografico?
Chi non ha mai vissuto un servizio fotografico tende a immaginarlo in un modo molto diverso da come accade nella realtà.
C'è chi pensa di dover saper posare, chi teme di sentirsi osservato, chi è convinto di non essere fotogenico e chi, semplicemente, ha paura di sentirsi a disagio davanti all'obiettivo.
Sono timori comprensibili. Anzi, direi che sono quasi la normalità.
La cosa curiosa è che, dopo tanti anni di lavoro, ho imparato a riconoscere queste paure ancora prima che vengano espresse. Cambiano le persone, cambiano le storie, ma le insicurezze sono spesso le stesse. Ed è proprio per questo che il mio lavoro non comincia quando prendo in mano la macchina fotografica.
Non aspettare il momento giusto. Potrebbe non arrivare mai.
"È da almeno tre anni che penso di fare questo servizio fotografico."
Tre anni.
Perché è così difficile lasciarsi guardare?
C'è una frase che sento quasi ogni settimana:
"Io però non sono fotogenica."
La ascolto da ragazze di vent'anni e da donne che ne hanno sessanta. La dice chi lavora a contatto con il pubblico e chi, invece, ha sempre evitato di mettersi davanti a una macchina fotografica.
Perché continuo a credere nel ritratto
Per me il ritratto non è una semplice fotografia. È un incontro tra due persone, un tempo dedicato all'ascolto e alla scoperta di sé. Ti racconto perché continuo a credere nel valore di questa esperienza.
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